Mio fratello ha sempre freddo e polvere di teatro: un vortice di emozioni a Melzo

Aggiornamento: 29 nov 2021


Accettazione, liberazione, corporeità e dipendenza affettiva sono tra le parole più significative che ricordo nell’incontro di ieri sera. Melzo, ore ventuno, la presentazione di “Mio fratello ha sempre freddo” si è svolta sul palcoscenico del teatro Trivulzio, presenti una ventina di ragazzi e qualche genitore.







L’atmosfera è intima grazie a Mattia Tortelli, giovane moderatore amante di libri, che ha saputo cogliere gli aspetti più significativi, e forse più dolorosi, del mio testo, con una virtù importante: la gentilezza. C’è la parola "heaven” sulla sua felpa, ma il cielo lo vedo nei suoi occhi e lo ascolto attentamente perché, con cura, scioglie il nodo alla base del mio libro: la dipendenza affettiva di Carla, la protagonista, fa male quanto la dipendenza dall’eroina del fratello Gianni.

Mattia rimane colpito dalla “corporeità” che trova in tante situazioni emotive descritte ed è proprio la corporeità che rende visibili il dolore, la rabbia e la liberazione.


Sono stata felice soprattutto perché ho avuto modo di incontrare ragazzi pronti ad interrogarsi su tematiche sociali e umane. Ricordo e ricorderò sempre i loro sguardi, attenti, partecipi e il loro sorriso. Ci siamo lasciati rileggendo le parole in esergo nel testo : “Dov’è il centro? Prendi una lente distorta, ecco, vedi il centro si stringe e s’allarga a seconda della tua posizione”

E non è sempre così?

Maria Francesca Tiraterra

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