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  • Immagine del redattoreMaurizio

La speculazione

E' il tratto più disgustoso del liberismo applicato.



Lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo appartiene ad epoche preistoriche. Abbisogna di coraggio, perché ce ne vuole a metterti in mostra, mentre costringi l'oppresso ad elemosinare il suo pane. Perché ce ne vuole per ridurre in schiavitù intere popolazioni, colonizzando il loro paese. Bisogna apparir nudi agli occhi del mondo, senza giustificazioni. Troppo pericoloso, perché mai affidarsi a generali fanatici, a tromboni politici usi a sostenere l'inganno della guerra e della sopraffazione?


Gli oppressori liberisti l'hanno scampata bella con Napoleone, tenuto per il collo dai ricatti dei finanzieri della City. Hanno dovuto servirsi della feccia sabauda per travolgere le terre italiche, quelle che riflettevano, da Nord a Sud, il genio italico, troppo pericoloso per gli sfruttatori sassoni della prima rivoluzione industriale. E dovettero servirsi, poi, di quattro straccioni serbi per devastare la colonna asburgica dell'indipendenza europea, perché l'Aquila Calva potesse affacciarsi con i suoi artigli adunchi alle porte di Gibilterra, terreno di caccia dei cugini inglesi. Poi, rischiosissime apparvero le avventure finanziarie utili a creare i miti di Lenin e Hitler. Per gestire le guerre di conquista dei padroni della ricchezza mondiale al riparo della guerra santa contro i dittatori. Avendo bisogno di sanguinose battaglie, dovevano essere creati dal nulla i satrapi.


Oggi, bastano le greppie dei giornalisti-puttana, la narrazione asimmetrica della Nazione egemone, le guerre "buone e giuste", la deprimente speculazione finanziaria, utile a mettere in ginocchio popoli e istituzioni.

L'articolo spiega bene perché non la guerra, né il flusso ridotto di gas, stiano mettendo in ginocchio la serva Europa, ma le mene dei voltagabbana dei consigli di amministrazione delle compagnie globaliste dell'energia, con le filiere annesse e connesse.

Il popolo in armi dovrebbe far paura, non certo le masse assuefatte alla favola della bella gente contro i demoni brutti, sporchi e cattivi, in cambio un pò di vacanze dorate, la televisione a buon mercato, qualche sollazzo erotico, il conformismo della vita utile, i figli che studiano, la tranquillità borghese. Tutto a scapito, ovviamente, dei fratelli disperati del terzo mondo.


Altro che ventilatori in panne per Kiev, dovremmo rinunciare al nostro benessere per gli ultimi e i vinti. Se non fossimo tanto vigliacchi da elemosinare ancora qualche sorriso tra i CEO della speculazione finanziaria e dell'oltraggio ai vivi. Così infami e deprimenti da assolverci da ogni colpa per la fame degli altri e la morte dei giusti, elevando noi stessi alla destra di Dio. Ed eleggendo, nella pantomima grottesca del voto democratico, servi del Sistema, guitti da avanspettacolo senza forma umana.


La guerra è un'infamia, non quando viene immaginata contro gli oppressori, e adesso è il momento, popoli d'Europa, in piedi!



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