• Maurizio Castagna

Persino dio si ritrae, i tre filosofi

Aggiornamento: 28 apr


Eclissi solare

Il primo popolo eletto fu Israele. Sedicente eletto. Un gruppo di esuli vaganti nel deserto accertò essere la volontà di dio la brama di ricchezza, potenza e orgoglio. Il diritto ad uccidere, stuprare, affamare. L’obbligo di conquistare e depredare. E considerò esseri inferiori tutti coloro che avessero avuto l’ardire di negare la grandezza del proprio destino come nazione eletta. Ovviamente non andò sempre bene agli israeliti. Qualcuno, tra la gente delle altre nazioni, quelle neglette perché’ prive della benevolenza del Signore nell’alto dei cieli, se ne risentì. E, siccome non era né fesso, né sprovveduto, si preoccupò di infliggere sonore batoste ai figli dell’arca. Facendo spallucce alle minacce di improbabili e soltanto leggendarie piaghe, che avrebbero dovuto condannarli alla dannazione perpetua (in vita ed in morte)

Quindi, c’è speranza che altre batoste possano essere assestate, in un diverso futuro, speriamo non tanto lontano, al nuovo popolo sedicente eletto, gli Stati Uniti d’America.

Quello che considera se’ stesso al centro del mondo, anzi al centro dell’intero universo. Dimenticando la lezione di Voltaire che, già nel 1700, ammoniva che tutto fosse relativo e che gli uomini non gli sembravano altro che delle formiche al cospetto della creazione infinita.

Ed ancora di più, ma nessuno ha mai sperato che gli “eletti” fossero così preparati culturalmente, dimentico degli ammonimenti di Giordano Bruno che, addirittura! negava che vi fosse un centro, uno qualsiasi, nell’ universo, metafora dell’attacco del filosofo nolano alla presunzione senza limiti degli autocrati di ogni tempo

E che dire della lezione di Simone Weil che, lei nata in una famiglia ebrea, contestava il concetto stesso di popolo eletto? Lei, filosofa del nascondimento, lei che poneva al centro del suo mondo concettuale la figura di un dio povero e crocifisso, talmente grande, nella sua dimensione caritatevole, da farsi da parte per permettere la nascita dell’universo. Simone, infatti, comprende la creazione non come un produrre, ma come un ritrarsi (de-creazione come atto di discrezione di Dio).

È una contrazione volontaria della infinita presenza di Dio, per permettere che l’altro (il finito) sorga. È un atto d’amore e fu questo il sogno che sorresse Simone per 34 anni. Figurarsi che penserebbe oggi della grossolana presunzione degli uomini a stelle e strisce!

Che non si ritraggono di fronte a nulla, spargendo odio, menzogna e violenza ovunque il loro passo sembra venir sbarrato. Pur in parvenza di libertà ( del resto, il Demonio, nel deserto, non tentò Gesù terrorizzandolo, ma con lusinghe e promesse, metafora del pericolo che si corre al cospetto di falsi amici ).

E se è vero che la cultura ebraica ci ha lasciato tesori di saggezza, la cultura kabalistica e la filosofia chassidica, ad esempio, movimenti spirituali che con l’attuale sionismo hanno poco o francamente nulla a che fare e che ci spingono a considerare gli ebrei come fratelli maggiori nell’anelare a Dio, la cultura yankee del lavora (quando il lavoro è concesso), consuma, sperpera, folleggia e muori (e intanto ammazza il ribelle) francamente non ci attira per nulla.

A quando le illusioni di potenza e di brama di conquista lasceranno il passo alla concordia? Quanti filosofi, i padri del pensiero, dovranno ancora intingere la penna nel calamaio? Quanti morti ancora? Quante sofferenze? Noi siamo dalla parte di Bruno, Voltaire e Simone Weil, lasciamo agli arroganti la miseria della conquista e della prepotenza

Maurizio Castagna

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