Donne d'Irlanda e danzatrici d'Occidente

Aggiornamento: 13 nov


Un amico posta una foto. Una donna d'Irlanda con il mitra spianato.

Il nemico è oltre la strada, i suoi carri armati, le armi che crepitano seminando il panico tra i civili.

Non mostra altro, ma è una delle più iconiche, la conservo credo da vent'anni.

L'estensore commenta, avanzando suggestive teorie, che il suo uomo fosse a terra, indifeso e ferito. Quindi un atto d'amore ed eroismo che giustifica la chiosa finale

"non aver paura di legarti ad una donna forte, verrà il momento che Ella sarà il tuo unico esercito".

Non so se tutto questo sia vero, ma so che donne così l'Occidente le ha perdute.

Durante le epoche che hanno preceduto questo miserevole ventunesimo secolo, il mondo femminile ha mostrato di che pasta fossero le sue rappresentanti.

In tutti i campi. Quale la dignità, la forza, il coraggio, l'empatia verso i sofferenti, la necessaria crudeltà, talvolta, l'indispensabile ferocia, purtroppo. Assieme a luminose esperienze d'amore.

Oggi passano davanti agli occhi immagini di gentili rappresentanti di “genere” (pare si dica così), assai impegnate "culturalmente", credo, che ballano alla maniera di Sanna Marin nella discoteca finlandese.

Tutte, di tutte le età, nello stesso modo, ribadendone lo stile imperfetto ma giovanile.

Ribadisco che, quello che fa questa donna nel suo privato, è assolutamente ininfluente per qualsiasi giudizio di merito. Per me può ballare, viaggiare a LSD, avere preferenze sessuali particolari, ma nulla e dico nulla modificherà la mia personale opinione su di lei.

È la stessa Marin che ha condannato a morte, insieme alla sodale svedese, decine se non centinaia di curdi, offerti in pasto alla jena ottomana, senza battere ciglio.

Perché gli interessi atlantici vanno ben oltre l'umana pietà.

E che questi interessi siano della nazione finlandese e/o della stessa Marin, poco importa.

Ha le mani sporche di sangue.

Quando una donna curda verrà violentata e uccisa in un carcere turco, ricordate che una tra i colpevoli è la scatenata ballerina che prima danza e poi piange ad uso (ah, il soft power!) dei media atlantici

Io vorrei vedere le scatenate supporters di Sanna nelle stesse prigioni turche, accanto alle ragazze curde mentre subiscono la tortura, con i loro uomini con il cappio al collo del boia, mentre esalano l'ultimo respiro.

Non sarà mai!


L'occidente ha esaurito la forza vitale dei suoi giovani eroi sui campi di battaglia degli ultimi due secoli e mezzo, guerre finanziate dai produttori e prestatori di denaro. E ha perso la forza travolgente delle proprie donne, quelle che, con i propri uomini, ma molto spesso ad onta o contro di essi, si affermavano in ogni campo del sapere, dell'amore, del coraggio.

Queste sgallettate, fotografate in ville e in abitazioni dorate, con vestitini firmati, con il sorriso di chi non ha problemi a portare il pasto in tavola, e ogni santo giorno della propria vita, adattandolo a sane norme dietetiche per conservare intatto il fisico da “prova costume”, non avranno mai il coraggio di imbracciare un mitra per difendere uomini, figli ed onore.

Ma che dico? Non avranno mai il coraggio di rinunciare a nulla che non sia per il proprio estremo piacere.

A tanto ci ha condotto la propaganda velenosa e sottile dell'alleato americano, con la minuziosa e perfida arguzia del mago imbonitore che invita ad abbandonare valori e ideali, per raggiungere la dimensione dei desideri futili, del benessere ad ogni costo a scapito del diritto delle moltitudini ad una decorosa sopravvivenza.

Ha ragione chi parla di scontro di civiltà, da una parte quella che misura il valore degli uomini, e delle donne, col metro del rispettivo capitale in banca, l’altra a difesa di chi vive e muore con onore e con amore.

Donne d'Irlanda, donne d'altri tempi.

Adesso, messo da parte il mitra, l'estremo atto di coraggio è saper ballare con mossettine da cretine, per sostenere una vigliacca che ha venduto l'onore e l'umanità sull'altare della ribalta e del denaro.

Al seguito, è assolutamente vero e certo, di centinaia e centinaia di suoi colleghi maschi. Che non troveranno mai più, che ne siano consapevoli o meno, l'ultimo bastione di difesa nelle loro donne, mai più l’ultima difesa ad oltranza, una compagna con il mitra in mano.

Per loro, e per le loro gentili amiche “danzanti”, vergona e disonore.

Maurizio Castagna

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