
Articolo molto impegnativo, forse molti lo contesteranno, ma io non cerco applausi. Donezzan e Bidussa, trova le differenze Fatto! Nessuna. Chi sono? Una, per la sinistra, l'emblema dei "fascisti" L'altro, per la destra, un rappresentante della sinistra comunista Sbagliato. La prima è figlia dell'occidente imperialista e guerrafondaio, conservatore, quello che in Italia ha sempre avuto paura, da destra, del "pericolo rosso" comunista Il secondo è il classico neo giacobino presuntuoso e saccente, quello che, dall'alto di una condizione invidiabile, sa tutto, ma proprio tutto delle necessità del popolo, cosa debba fare, come debba, persino, vivere, una sinistra che urla al "pericolo fascista" oggi e pure domani, ma che non disdegna di appoggiare le tesi del liberismo finanziario più estremo. E non da oggi, dalla fine del settecento. L'una non è fascista, l'altro non è comunista. A meno che tutti non vogliano confessare che di sociologia e pensiero politico ne sappiano meno di un bimbo alla materna o che queste invettive, all'una e all'altro, non sono che semplificazioni propagandistiche. Quella propaganda che fa il gioco del vero morbo dell'Umanità, e non da oggi, quell'imperialismo feroce rappresentato dagli Stati-nazione e che si invera nel liberismo e nel governo globale dei fondi che gestiscono i mercati dei capitali: la finanza usuraia che ha soppiantato la finanza di impresa, le banche d'affari che stanno fagocitando le banche commerciali, le assicurazioni private che stanno avvelenando gli spazi delle assicurazioni sociali. Questo dovrebbe essere il nemico dei cosiddetti "fascisti" e dei cosiddetti "comunisti". Il sionismo che finalmente ha gettato la maschera (quando lo indicavo come il male assoluto, 30 anni fa, mi davano del nazista, figuriamoci... altra invereconda semplificazione, completamente irreale) Certo, poi, indicare Putin come figlio dell'Unione Sovietica, dimostra l'ignoranza della destra. Ma pure indicare e semplificare il pensiero politico fascista inverandolo nella gestione dei capitali e nell'imperialismo guerrafondaio sostenuto dai sionisti e dai liberisti, indica che molta strada deve essere fatta nel liberare la gente da vecchi schemi che fanno il gioco di coloro che da 250 anni stanno insanguinando il mondo per i loro propri interessi. Anche, lo ricordiamo, finanziando quei movimenti che si dichiaravano fascisti e quelli che postulavano la rivoluzione bolscevica, ma solo per ottenerne un ritorno dopo lo scempio di conflitti che artatamente provvedevano a far deflagrare. Bisognerebbe ricordare che nei famosi anni sessanta non fu solo la CIA, non fu solo MI6, non fu solo il Mossad a utilizzare fanatici di destra e di sinistra per stabilizzare l'Italia in campo Atlantico (tanto è vero che l'Almirante di Valle Giulia non perse occasione per definirsi "atlantista" e Berlinguer si dichiarò, senza peli sulla lingua, eurocomunista, togliendo sostegno alla stessa URSS) ma fu il KGB. I sovietici da sempre avevano mantenuto fede ai patti di Yalta, dal tempo di Togliatti e su indicazione di Stalin. E in quegli anni furono i servizi d'oltre cortina che contrastarono l'avanzata dei gruppi marxisti leninisti, quelli che marciavano contro i nuovi zar del Cremlino indicandoli come soci in affari degli statunitensi. Gli americani, dal canto loro, hanno sempre voluto "arrivare a Mosca" e adesso lo stanno dimostrando. Adesso che Donezzan e Bidussa non servano alle due schiere opposte per colpire chi è rimasto a difendere il popolo palestinese. Le parole della Donezzan, di Fratelli d'Italia, sono oltraggiose, Israele non difende alcun valore occidentale, ne esalta le peggiori inclinazioni. E il Bidussa che, da sinistra, chiede alla "sinistra pro-Palestina": "che differenza c'è tra Hamas e la camorra di Scampia?" deve solo vergognarsi, così offende chiunque si batta sia pur ferocemente per un ideale che non comporta alcun vantaggio pratico per sè stesso, in favore di individui che ucciderebbero un bambino per un rubinetto d'oro nelle loro infami abitazioni di pessimo gusto. So che questo pezzo toccherà le suscettività e i sentimenti a lungo coltivati di molti tra voi, ma io seguo la strada della Weil, che chiedeva che il pensiero fosse egualmente accogliente verso tutte le idee, perché esse si pesano da sole, come due corpi immersi in un liquido, e tale è la probità intellettuale. Faccio o credo di poter fare il saggista, non posso schierarmi se non in favore degli oppressi e degli ultimi, non posso fare propaganda politica, non posso dimenticare i miei studi, che mi portino alla verità o nell'errore. Ovviamente non penso affatto di aver ragione per forza, e sono disposto al contraddittorio, quello onesto, senza insulti e senza atteggiamenti verbalmente violenti e presuntuosi. Lascio ad altri la propaganda politica davanti all'orrore. Ma ammonisco che, in tal modo, si fa il gioco di Satana. MC




