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Maurizio Castagna

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Portella della Ginestra (dove tutto ebbe inizio)

2018-02-21 15:20

Maurizio

Libertà,

Portella della Ginestra (dove tutto ebbe inizio)

Gli schieramenti che dal tempo della rivoluzione francese si contrappongono vistosamente e violentemente, schieramenti di pensiero e di...

Gli schieramenti che dal tempo della rivoluzione francese si contrappongono


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vistosamente e violentemente, schieramenti di pensiero e di cultura, di visione politica e di predisposizione umanitaria, hanno determinato l’evolversi non già degli avvenimenti moderni e contemporanei, ma un racconto della “Storia” che per lo più risulta essere il riflesso degli interessi degli uni e degli altri. Quando prevalsero a vicenda nei fatti realmente accaduti.


E, cosa paradossale, le visioni opposte delle comuni vicende storiche, perché l’Umanità condivide comunque gioie e dolori e nessuna comunità può dirsi libera e liberata dagli affanni della storia, il più delle volte hanno “fatto il gioco” di chi, nell'ombra, ha manipolato ed eterodiretto.


Difficile certo affermare cose simili senza correre il rischio di essere etichettato


come complottista e populista. Ma basterebbe avere chiaro che coloro che più di tutti si sono avvantaggiati di un simile racconto degli avvenimenti succedutisi, fanno parte di elitè, finanziarie ed economiche, quando non di interi sistemi paese, facilmente individuabili


Il viatico per arricchire sui dolori del prossimo passa sempre dalla conquista, militare, economica, finanziaria, culturale. Variamente imposta e variegatamente applicata. Mutatis mutandis, il colonialismo aggressivo ottocentesco e della prima metà “del secolo breve” si è trasformato nell'affermazione di un pacifismo che altro non è che la continuazione di quello sotto mentite spoglie. Perché forse non conviene nemmeno più bruciare uomini e mezzi per raggiungere un insperato fine quando è semplicissimo farlo stimolando questa o quella parte del pensiero politico e sociale e facendo fare direttamente agli schiavi il lavoro dei padroni


Questa personale valutazione degli avvenimenti, mi ha portato a indagare sui fatti di Portella che, da meridionale, napoletano con padre siciliano, più si avvicinano al mio sentire sociale e umano.


E, poiché non se ne può più delle dichiarazioni opposte senza costrutto, cioè senza una base solida e documentata per riscontrarle al vero e non ai propri desiderata, ho cominciato a leggere, leggere, leggere. Quanti documenti mi sono passati sotto agli occhi? Tanti, pochi? Non lo so. Potrebbe darsi siano stati quelli necessari ad elaborare argomenti a sostegno di una tesi e capaci di confutare l’antitesi. O, al contrario, troppo pochi. Sicuramente ho cercato di essere onesto nelle valutazioni di uomini e cose. Delle mie idee importa poco alla gente che legge e si informa. Magari interessano di più i riscontri documentali. Questo ho cercato di fare. Inserire nei fatti accaduti le mille carte che quei fatti hanno preceduto e seguito. Scacciando, per quanto ho potuto, il fantasma della “presa di parte”.


Maurizio Castagna


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