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Maurizio Castagna

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Bellolampo

2018-02-24 17:54

Maurizio

Libertà,

Bellolampo

“L’imboscata ai carabinieri e alle forze di polizia fu un piano di sicura derivazione militare. I banditi attaccarono la Caserma di...

 


“L’imboscata ai carabinieri e alle forze di polizia fu un piano di sicura derivazione militare.


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I banditi attaccarono la Caserma di Bellolampo, avamposto di campagna, solo per attirare in quel luogo i militi della Legione di Palermo. Era il 19 agosto del 1949”. (da Montelepre Caput Mundi)


Ecco, anche sulla strage di Bellolampo va fatta una riflessione, che nel libro è esposta, credo, con accuratezza. Indubbiamente fu un attacco assai cruento e feroce, ma seguendo la logica dei fatti alcuni elementi non combaciano. Credo sia giusto riflettere sulle varie fasi dell’attacco, ma non solo. Bisogna anche collegare i tasselli del fatto di sangue alle decisioni del ministro Scelba, l’avvicendamento tra Polizia e Carabinieri nella lotta al banditismo (al banditismo, non alla mafia, sottolineo).


La compromissione degli organi di Polizia sull’Isola con banditi e, peggio ancora, mafiosi, era così evidente agli occhi soprattutto di una stampa che non esitava, a differenza del mainstream mediatico di oggi, a dichiarare la propria alterità di pensiero rispetto alle indicazioni del Potere di Roma e degli Alleati statunitensi.


Serviva un attacco proditorio ai Carabinieri senza che venissero però eliminati gli alti vertici, sull’Isola, di Polizia e Carabinieri, pur accorsi sul luogo della strage, e isolati in uno spazio ristretto e all’aperto. Senza che nessuno di quelli venisse nemmeno scalfito da una pallottola, delle tante che furono sparate senza soluzione di continuità. Come fosse accaduto un miracolo, o che gli uomini dalla mira infallibile che sparavano loro addosso avessero perso improvvisamente la vista.


Quanti misteri, quanto dolore e soprattutto quante verità nascoste. E, nella vita di ogni giorno, come nella grande storia degli uomini chi mente, chi dissimula la verità, chi impone una verità che non combacia con i fatti accaduti, perciò stesso non merita rispetto. Benchè, tali comportamenti, derivino dalla imprescindibile “ragion di Stato”


Maurizio Castagna


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